domenica 6 agosto 2017

I racconti della spiaggia parte prima

Ho sicuramente preso qualcosa  da mio nonno... si perché mi ritrovo a fare le stesse identiche cose che faceva lui, magari in modo diverso, ma le faccio.
Ma permettetemi di spiegare meglio: mio nonno, in spiaggia, apriva il giornale e iniziava a leggere, poi chissà per quale oscuro motivo, il quotidiano,  restava misteriosamente aperto alla stessa pagina, per ore e ore. 
Lo sguardo, nascosto da potentissimi occhiali da sole pareva  rivolto ad interessanti articoli di politica estera,  ma la realtà era un altra: dietro a quegli oscuri occhiali da sole, c'era uno sguardo vivissimo da grande osservatore... di bellezze al bagno. Fermo, immobile: non un muscolo che si muoveva, ma se guardavi tra la lente scura e le stanghette, il movimento degli occhi era attivissimo ed era uno sguardo compiaciuto da ogni singola "curva" femminile. 
Il giornale era solo una  maschera per nascondersi dagli strali di una nonna forse un po' gelosa. 
A differenza di mio nonno, io ho la possibilità, grazie ad una consorte permissiva e poco gelosa, di posare l'occhio là dove, ad altri uomini, non è concesso. 
In fondo si osserva non per libido o sordidi desideri, ma perché l'occhio è ladro e la curiosità, almeno in spiaggia, è maschia.



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sabato 5 agosto 2017

Il fai da te

L'uomo, inteso nel senso di viril maschio, solitamente fa bene due cose: la prima è guardare con interesse all'altra metà del cielo, la seconda è il "fai da te".
Non esiste uomo che non sia in grado di riparare un rubinetto che perde o montare una mensola in perfetto squadro. 
Logico dunque pensare che, nel momento in cui si inizia a parlare di ristrutturazione, il "maschius intraprendentis" inizi a schiumare di gioia pensando intensamente al seghetto alternativo (e già la parola seghetto dovrebbe far pensare) e quante sparachiodi potrà acquistare per poter poi mostrare le sue capacità lavorative. 
Questo nella normalità, poi, ci sono io.
Ogni volta che sento parlare di ristrutturazioni, montaggio mensole, imbiancatura, smontaggio di motori o quant'altro, inizio a sentire i seguenti sintomi: mal di testa, tachicardia, orticaria, attacchi di panico, gomito del tennista e diarrea (si, a me il "fai da te" da anche quest'ultimo invalidante sintomo). L'unico gesto che penso riuscirei a fare, quando mi si parla di  hobbistica, è quello dell'ombrello.
Tanto è matematico: ogni volta che tento la via del "fai da te", qualcosa mi si rivolta contro obbligandomi poi ad un ulteriore aggravio di spese per riparare ciò che immancabilmente, riesco a guastare. 
A proposito: nella foto sottostante, vedrete tra le mie mani, il volantino di una nota catena di negozi dedicati al "fai da te".
La foto è un po' mossa e me ne scuso, ma solo al pensiero di valutare la possibilità di effettuare qualche lavoro in autonomia, mi fa tremare le mani.


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venerdì 4 agosto 2017

La desertificazione

Ci stiamo desertificando: è un dato di fatto e non lo dico io, ma scienziati di tutto il mondo. L'innalzamento delle temperature fa si che i consumi di acqua per irrigare o per uso umano aumentino e che le fonti si riducano. Lasciamo perdere discorsi più grandi di me che sicuramente non sono in grado di affrontare, vengo al dunque di questo discorso.
Il caldo fa desiderare di bere cose fresche e, più aumenta la temperatura, più frescura cerchiamo e io non sono da meno.
Peccato che i miei "ghiaccini" da borsa frigorifera, siano ormai esausti e debbano essere sostituiti. 
Mi metto quindi alla ricerca del fresco oggetto del desiderio, ma pare che, almeno in tutti i supermercati della mia città , i "ghiaccioli da borsa frigo" siano esauriti.
Son due giorni che giro senza successo e se tanto mi da tanto, mi arricchirò vendendo quelli esausti diventando ricchissimo. Si perché non ci si spiega come mai, improvvisamente, questi pezzi di plastica contenenti refrigerante liquido, siano improvvisamente spariti dagli scaffali.
Immagino orde di turisti, cercare di farsi "piumoni" di ghiaccini nel tentativo di rinfrescare le membra surriscaldate dalla calura di questi giorni e sinceramente penso non sia una bella immagine. 
Purtroppo per voi, son dotato di una fervida immaginazione e non posso fare a meno di immaginare cose di questo genere.
Comunque, concludendo, vendo ghiaccini esausti a prezzo elevatissimo, astenersi perditempo. Tanto se li volete, sono gli unici disponibili sul mercato quindi: non tirate sul prezzo e pagate!

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martedì 11 luglio 2017

Burocrazie

Ci sono giorni in cui, litigare con la burocrazia e con certi impiegati, ti rende uno psicotico con tendenze omicide. Non starò a raccontare chi, cosa e quando. 
Ma se alleghi la documentazione ad una mail e l'impiegato ti dice che mancano i documenti che invece sono allegati, i caso sono tre:
1) non leggono bene le mail e non vedono la documentazione allegata 
2) devo averli interrotti durante la partita a solitario o battaglia navale
3) probabilmente sono culturalmente troppo in basso per non capire i loro  complessi collegamenti neurali. 
Detto questo, spero non sia considerato reato sognare di far esplodere il computer di certi uffici.
Quello che riporto è un esempio di dialogo che potrebbe essere incorso tra il sottoscritto e un certo ufficio: "Scusi, posso sapere dov'è il bagno?"
"Ha presentato il modulo azw304/b?"
"Ma io vorrei solo sapere dov'è il bagno che avrei..."
"Avete tutti fretta! Ma senza modulo azw304/b lei non va da nessuna parte"
"Ho capito, non voglio chiederle eccezioni perché ritengo non sia giusto nei confronti degli altri, ma posso sapere dove scaricare od ottenere il modulo azw304/b?"
"Assolutamente, lei deve collegarsi al nostro portale, ma solo dalle 12 alle 12 e 03, andare sulla pagina dedicata agli utenti registrati e scaricare il modulo xyz51/47bis"
"Ma scusi, il modulo non aveva come codice azw304/b?"
"Certo, ma senza la documentazione ben compilata del  xyz51/47bis non potrò fornirle l'axw304/b"
"Una volta ottenuto quel permesso, lei potrà dirmi dove è il bagno?"
"Scherza? Certo che no! La
Domanda va poi inviata alla presidenza che dovrà concedere il permesso e prima di 30 giorni non potrò offrirle risposta, anzi 45 giorni lavorativi perché vado in ferie e non essendoci sostituti, l'ufficio resterà chiuso"
"Ma per le urgenze? Guardi che la situazione peggiora e poi cosa le costa dirmi dov'è il bagno? Su si tratta di ben poca cosa"
"Poca cosa dice? Sta scherzando. Lei vuole parlarmi di anarchia! Occhio potrei segnalarla alla presidenza e suggerire che le diano risposta negativa"
"E io le cago sulla scrivania!"
"Questa è minaccia a pubblico ufficiale, guardi che chiamo la sicurezza! Se ne vada e in fretta e si scordi del modulo axw304/b perché lei non otterrà mai nulla da noi!"
Prooooot


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lunedì 10 luglio 2017

Nottate televisive

La notte televisiva ci prepara a sopravvivere al peggio: ci insegna, ad esempio, come comportarci se vogliamo esportare sugna in Australia, o ci propone salvataggi improbabili nei pronto soccorso americani, ma soprattutto ci informa sul come sopravvivere, per intere settimane, in una foresta piena di pericoli, senza cibo, acqua e vestiti.
Si perché il viaggiatore estremo, non capisco perché, ama farsi gettare in una selva oscura come  mamma lo ha fatto, ovvero nudo nato e senza coltelli o attrezzi che possano aiutarlo in mezzo ai pericoli delle tundre.
Premesso che non sopravviverei nemmeno due minuti in una di quelle lande sperdute nemmeno se mi lasciassero in giacca e cravatta e armato di forchetta e coltello, mi chiedo: a chi giova vedere uno nudo come un verme che si nutre di bacche, radici o (nei casi peggiori) di lucertole o insetti?
Io credo si tratti di operazioni di marketing perché ogni volta che vedo sti poveri estremisti della sopravvivenza, mi convinco sempre più che per le mie vacanze mi farò ospitare in resort a cinque stelle. 
Si perché sono certo che sia più saggio far colazione con caffè e brioches piuttosto che con un riccio o una lucertola arrostita. 
Insomma: i protagonisti di "Nudi e crudi" o Ed Stafford, specialista e interprete di trasmissioni sulla estrema sopravvivenza, saranno anche "duri a morire", ma sono convinto di sopravvivere più a lungo io in mezzo alle comodità.


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sabato 1 luglio 2017

La giornata dell'ottimista

Esiste una giornata mondiale (ma anche nazionale sarebbe ben accetta) dell'ottimismo? Sono fermamente convinto che la creazione di una simile "festività", almeno una volta all'anno potrebbe migliorare sensibilmente gli umori della gente e magari convincere madri, a volte eccessivamente apprensive, a non iniziare una conversazione di questo tipo con il proprio figlio:
"Allora? Come è andata la visita?"
Chiede tramite una nota piattaforma messaggistica la donna che mi ha dato i natali.
"bene" - rispondo io- "dovrò fare qualche altro accertamento, ma tutto ok."
Il tempo di un respiro e l'ottimistica replica non tarda ad arrivare:
"COME FA AD ESSERE ANDATA BENE LA VISITA, SE DEVI FARE ULTERIORI ACCERTAMENTI?"
Mi accomodo meglio nella bara che mia madre mi ha così precocemente fornito e sistemando alla bell'e meglio il cartello con scritto "non fiori, ma opere di bene intestate a mia moglie", mi appresto a rispondere con l'amorevole calma che mi contraddistingue: "devo fare ulteriori accertamenti per capire le motivazioni di certi sintomi, ma credo si possano escludere malattie letali. Almeno per ora"
"Ah ok... però tienimi informata" che, tradotto dalla lingua madrese, potrebbe significare che la mia risposta non l'ha affatto convinta.
Ora capite la necessità di istituire una giornata che inviti il mondo ad un maggiore ottimismo.
L'ottimismo è garanzia di lunga vita e serenità.
In fondo, però, io predico bene e razzolo male per cui ricordate: in caso di mia prematura dipartita, non fiori, ma opere di bene intestate a mia moglie.
Ora che ci penso: le opere di bene potreste anche intestarle a me che magari poi mi reincarno (ora ditemi che non sono ottimista) 😜


Intervista ad una anziana "segugia"

Buonasera mie care spettatrici e spettatori di Facebook. Questa sera intervistiamo il  cane più vecchio della famiglia Tarlazzi:,un segugio italiano a pelo raso adottato anni fa dal canile di Imola.
Intervistatore: "Ciao Ciquita, come va?"
Ciquita: "non male, ho appena mangiato due cubetti di Emmenthal svizzero, avrei preferito della mortadella o del Parmigiano, ma bisogna sapersi accontentare di ciò che passa il convento"
Intervistatore: "appunto vorrei conoscere meglio la tua giornata tipo in quello che tu chiami convento"
Ciquita: guarda, spesso la sveglia è alle cinque e mezzo del mattino per la preghiera alle lucertole (che il creatore le protegga numerose).
Ogni mattina, durante il mio giro di controllo, osservo con attenzione ogni albero e ogni anfratto per scovarne qualcuna...
Intervistatore: "quindi posso pensare che le lucertole siano una tua grande passione"
Ciquita: "no, in realtà è solo una cosa che sento di dover fare soprattutto in estate. Le lucertole mi affascinano, ma se parliamo di passione vera, allora dobbiamo parlare di cibo."
Intervistatore: "quindi ti piace il cibo, hai preferenze?"
Ciquita: "Mangio indifferentemente crocchette barf, cubetti di emmental che faccio cascare dalle mani dei miei  coinquilini umani. Mi basta guardarli, soprattutto il pirla maschio: gli fai gli occhi dolci e il cibo arriva in automatico, ma amo molto mangiare anche durante le passeggiate.
In giro si trovano sfiziosissime cosette di alta qualità come: uccelli morti ben frollati, ranocchi secchi e soprattutto succose merde di altri cani..."
Intervistatore: ehm... temo che il tempo a nostra disposizione sia finito, arrivederci all prossima puntata..."
Ciquita: "Si perché ci sono merde di vario tipo, più morbide o più stagionate, io prediligo quelle croccanti... hey: dove scappa torni qua!"
Continua?

Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...