venerdì 29 luglio 2005

PIU' ACUSTICO DI COSI'...

Concerto "drammaromantico" presso l' Arena Cappuccini ex Convento dei
Cappuccini...
Drammaromantico dicevo, si perchè quello di questa sera è un concerto che
difficilmente noi del pubblico, ma soprattutto Pippo, Antonello, Enzo e gli
altri musicisti, faticheranno a dimenticare.
Tutto al sound check funziona bene, l'acustica del piccolo chiostro è
discreta e tutto funziona al meglio, ma qualcosa era in agguato.
Si fa ora del concerto e Pippo attacca con "Banneri", e subito dopo la
prima strofa tutto salta.
Salta tutto l'impianto elettrico e si resta al buio e senza amplificazione.
Nell'aria un po' di panico.
C'è da dire che da grandi professionisti quali sono, Pippo & soci hanno
saputo ribaltare quell'attimo drammatico a loro favore improvvisando quello
che credo sia stato il concerto più acustico d'Italia.
Solo fisarmonica, chitarre e dolci percussioni nulla più.
Illuminati dalla fioca luce di candele, il palco si trasforma, le canzoni
si trasformano e tutto prende una "luce" romantica.
Suoni soffusi, un pubblico attento e partecipe, forse leggermente
intimidito da questa "tragicomica" serata.
Un concerto unico, indimenticabile per quei "pochi intimi" che hanno
potuto, nella fortuna/sfortuna della serata, godere di un Pippo Pollina
diverso.
Insomma: più acustico di così....



mercoledì 27 luglio 2005

Ritorno a casa

Rieccoci qua, dopo una due giorni tra parchi e asfalto. Accaldato e stanco dei chilometri percorsi, mi accingo a passare il resto delle mie ferie "giochicchiando" con qualche videogioco e leggendo libri e fumetti in attesa che rientri a casa anche la mia metà. Nel frattempo Stich (il mio gattastro) gironzola per casa, indeciso se uscire al caldo o sdraiarsi al fresco del condizionatore (ma i gatti non amavano il caldo?). Da dove inizio? Da "Una questione di pane per l'87° distretto" o prendo in mano il joypad e inizio a "sparacchiare" a qualche mostro arrivato da altre galassie? Mi fiondo su ciò che rimane della settimana enigmistica o abbranco i miei fumetti arretrati? O anche: perchè non stendermi sul divano a guardare qualche vecchio dvd? Semplice, meglio una delle altre opzioni, se guardo la tv probabilmente mi addormento e adesso è troppo presto per dormire. Certo che per uno che ha la spiaggia a due passi da casa e un ombrellone con annesso lettino a disposizione... Ma è troppo caldo anche per andare in spiaggia. A proposito, qui sotto (se splinder ci consentirà di far vedere l'immagine scelta) vi mostro Marina Romea com'era qualche anno fa... Ora c'è meno verde e più cemento.


venerdì 22 luglio 2005

2 giorni...

Ancora un paio di giorni e poi ferie... A dire il vero non saranno vere e proprie vacanze;  non andrò via e per me, la parola ferie, significa staccare, andare lontano da casa e magari sdraiarmi su un prato in montagna a leggere un libro, ma quest'anno dovrò accontentarmi di una breve gita ai parchi di Caneva (vicino al lago di Garda) e di un soggiorno nella mia solita residenza di tutti i giorni da solo, mentre la mia "Multinazionale" andrà a trovare i suoi al suo paese. Beh, magari passerò qualche mattinata a dormire come un orso in letargo e qualche pomeriggio, meteo permettendo, a crogiolarmi al sole leggendo libri di McBain... nel frattempo mi aspettano un paio di giorni di superlavoro...


nella foto io quando dormo:



 


 

mercoledì 20 luglio 2005

Venezia

Certo che quando guccini cantava Venezia, diceva cose giuste e vere, ma
Guccini (si sa) è un uomo che vede lontano.
Il testo di "Venezia" è molto triste perchè racconta una storia di dolore,
ma non sono qui per fare un analisi al testo, ma per prendere spunto e
chiacchierare della mia brevissima gita.
Questo quello che scriveva Guccini:

"la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi,
Venezia la vende ai turisti <cut>
la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra <cut>
mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio.
Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare
però non ti puoi ritrovare con l'acqua alla gola e un dolore a livello
del mare"

Ed effettivamente è così... tutto è in vendita a Venezia:
Dal parcheggio (18 euro per 24 ore non frazionabili)
al Vaporetto (7 euro a cranio per un andata e ritorno "Tronchetto-Piazza
S.Marco), spese quanto meno "obbligatorie" se non si vuole arrivare in
piazza a piedi.
Venezia è anche un obbligo morale di assaggiare un "Bellini" (20 euro al
tavolino) e d'obbligo è anche una gita a Murano, Burano e Torcello (18 euro
andata e ritorno con visita "guidata").
Per visita "guidata" si intende la classica visita alla fabbrica di "vetri
soffiati" e alla classica visita ad un negozio di pizzi e merletti dove una
vecchia signora (messa vergognosamente in mostra come se fosse un essere in
via di estinzione) ricama per turisti che non sanno distinguere un dritto,
un rovescio (non in senso tennistico naturalmente) o un punto croce.
Per visita "guidata" si intendono 25-30 minuti scarsi di permanenza sulle
tre splendide isole del veneziano... tre isole che se si volessero visitare
sul serio, probabilmente non basterebbe una giornata intera.
Venezia è anche 5 euro un caffè e due euro una bottiglietta d'acqua, ma si
sa... la laguna ha i suoi costi.
Ma Venezia è anche qualcosa di triste, si sente nell'aria e lo si vede
anche nei tanti ubriachi urlanti che viaggiano per le calli.
Venezia è strana, romanticamente e splendidamente malata, malinconicamente
costosa e straripante di mille odori sgradevolmente affascinanti, con
turisti (spesso) maleducati che gettano rifiuti per strada o in Canal
Grande, irrispettosi della maestà artistica di questa laguna, ma ci si
torna sempre e comunque ed ogni volta è possibile scoprire "nuovi" angoli e
"nuove" meraviglie artistiche mai notate prima (forse per la stanchezza).
Venezia è uno splendore all'imbrunire, diviene magica quando i "baracchini
di suovenir" chiudono i battenti e i turisti tornano verso gli alberghi
stanchi e spossati dalla lunga giornata.
Un tramonto a Venezia è qualcosa di indimenticabile che "ripaga" di ogni
fatica e delle "stonature" che a volte questa città offre... Poi si torna a
casa, più ricchi dentro e più "poveri" fuori, ma con la consapevolezza che
comunque ci si tornerà ancora...e ancora...e ancora.


sabato 16 luglio 2005

Hiroscima

Hiroscima, è un altro dei miei esperimenti da "fumettista". "Hiro", è nato nel 1987.  Il suo nome in realtà è un mio vecchio "soprannome" datomi ai tempi in cui lavoravo per il teatro. Non badate alle anatomie... Allora (ma anche oggi a dire il vero) c'era ancora molto da lavorare sul segno grafico.


giovedì 14 luglio 2005

Lavori in corso

Trasloco fumetti e libri in corso... poco tempo per aggiornare, ma tra qualche giorno "nuova vignetta" restate in ascolto.


giovedì 7 luglio 2005

I GRANDI VERI PROVERBI TARLICI

Rosso di sera, bel tempo si spera, ma nel dubbio, ai pavimenti non dare la cera.


Quando tutti saremo in grado di dire la verità, l'avremo gia dimenticata e sicuramente daremo colpa all'età


Saremo davvero vecchi quando i rimorsi supereranno i sogni, ma i sogni pagheranno una multa per eccesso di velocità


Aver coraggio non significa non aver paura, ma vincerla...scappando!




mercoledì 6 luglio 2005

Addì 5 Luglio 2005
Dopo oltre 15 anni di guardie, giochi, abbaiate e tanto affetto a causa
di una lunga e travagliata malattia, Milk oggi ha lasciato per sempre
il suo vivere terreno ed ora corre felice (spero) nelle azzurre
praterie e nel paradiso canino.
...Mi mancherà... tanto. 


Nella foto qui sotto Kim (uno splendido Setter tricolore scomparso ormai da qualche anno) e Milk (splendido meticcio, incrocio tra un cocker e un setter, magari ora riescono a correre insieme senza...litigare)

Tarlo

sabato 2 luglio 2005

Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...