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giovedì 25 maggio 2017

Alta cucina

Mia moglie ama preparare in proprio quel che mangia, mi spiego: se vuole mangiare pane, si prepara il pane, se desidera biscotti allora prepara impasto e inforna, se vuole yogurt si fa lo yogurt in casa. Insomma un bravo donnino.
Così non è insolito trovare, in frigorifero, vari contenitori con ingredienti salse e pietanze di ogni ordine e tipo.
Non essendo ormai sufficienti quelli che in romagna vengono chiamati "sgugiotti" (piccole scatole chiuse ermeticamente), ultimamente abbiamo deciso di riciclare i contenitori richiudibili di una nota marca di sughi pronti ed è proprio lì, che ultimamente, vengono conservati quelli che potrei definire "arditi esperimenti culinari".
Ricordo ai miei due lettori che, il sottoscritto, soffre di quella che è da considerarsi una patologica "memoria del pesce rosso": insomma, tendo a dimenticare le quotidiane istruzioni che vengono impartite dalla (quasi) paziente consorte. 
È quindi normale che un povero innocente marito, ignaro del contenuto di quei contenitori, veda un appetibile sugo ai funghi porcini e decida di condire con quel gustoso condimento, l'ultima confezione di ravioli alle melanzane a disposizione.
Potete immaginare la sorpresa infarcita da esclamazioni quali "diamine e poffarbacco" o "perdinci e acciderbolina", quando all'assaggio del raviolo, con grande stupore, il sottoscritto venga a conoscenza del fatto che il sugo ai funghi porcini è in realtà un dolcissimo yogurt di soia alla vaniglia.
Un tempo avrei dato in escandescenze e avrei gettato tutto nel bidone della spazzatura, ma la vocazione alla santità che ultimamente mi contraddistingue ha avuto la meglio.
Inoltre gettare via dei ravioli è da considerarsi peccato mortale. 
La soluzione?  Semplice: ho lavato ogni singolo raviolo saltandolo poi in padella con un vero ragù di soia. 
Dentro di me ora, cresce l'idea di acquistare un numero indefinito di contenitori che possano mostrare l'esatto contenuto ed eliminare tutto ciò che può trarre in inganno, perché sarò anche un inguaribile buontempone, ma sul cibo, diamine e accipicchia, non si può scherzare.


Il testo e l'immagine sono di proprietà dell'autore ne è vietata la riproduzione senza esplicita autorizzazione


giovedì 16 febbraio 2017

Diario di un tarlo qualunque: il furto del biscotto

Uno non può rubare un biscotto extra a base di grano saraceno, che subito le maledette telecamere di sicurezza filmano tutto... Gombloddooooo! Siamo ipercontrollati!



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Diario di un tarlo qualunque: Il ragù (vegano)


So cosa penserete!
Penserete che l'abbia fatto apposta, ma giuro sulla testa del primo che passa per la strada, che è stato solo un caso, una coincidenza e che, la mia innocenza, non può essere messa in dubbio.
Insomma: ho rotto un vasetto di ragù vegano pronto! 
Il vasetto si è "spatasciato" per terra tingendo di pomodoro il pavimento e spedendo frantumi di vetro, in giro per tutta casa.
Lo spettacolo era a tratti drammatico, ma io ero li disperato e ho fatto il possibile per fermare il volo di quel vasetto. So che questa mia difesa aumenterà i dubbi del "popolo del sospetto", ma ho testimoni: ad uccidere il barattolo di ragù vegano è stato il minipimer che, misteriosamente, è caduto dal suo alloggiamento, rovinando sul vasetto contenente la delizia da utilizzare nelle lasagne. Ora: due giorni di errori (orrori) in cucina, sono troppi. Mi appello alla clemenza dei giudici di Masterchef e alla vostra. Sono innocente! Almeno fino a prova contraria!



Per l'immagine © Aventi diritto

Il testo è di proprietà dell'autore ne è vietata la riproduzione senza esplicita autorizzazione


Diario di un tarlo qualunque: L'uomo dei surgelati


Hai fretta, sei in ritardo, devi ancora passare al supermercato per fare la spesa. Scendi di corsa le scale correndo il rischio di "scapuzzare" (termine romagnolo che significa inciampare) e romperti l'osso del collo. Mentre ti riprendi miracolosamente dall'inciampo, suona il telefonino: "le interessano i nostri surgelati?" -domandano dall'altro capo. 
Rispondo che non ho tempo, e raggiungo di corsa il parcheggio dove custodisco la macchina, infilo le chiavi nel cruscotto e invece che sentire il rassicurante motorino d'avviamento che mette in moto il motore, sento solo regnare il silenzio. "C@zzo! La batteria!" 
Chiamo mio padre e gli chiedo di portare urgentemente i cavi per il collegamento ponte delle batterie e nel frattempo corro a piedi al supermercato per guadagnare tempo. Fila di dieci minuti alle casse e mentre rientro, squilla nuovamente il cellulare: "ha tempo ora per parlare di surgelati?" Ruggisco un "no" che sentono fino in Alaska. Arrivo a casa, trovo mio padre che passeggia nervosamente davanti al cancello di casa come se aspettasse che qualcuno gli notifichi il parto del primo figlio (che per la cronaca sono io). Colleghiamo l'auto ai cavi, l'auto va in moto e con la velocità di una Mercedes di formula uno, corro dal rivenditore di batterie prima che arrivi l'orario di chiusura della pausa pranzo. Con i soliti "cento euro" non previsti, fornisco l'auto di una fiammante batteria nuova, risultato? Ora non funziona più correttamente il misuratore di livello del carburante e l'avviso acustico delle luci a motore fermo (altri cento euro?). Rientro a casa in tempo per infilare un po' di cibo "ad imbuto" nel gargarozzo e riparto per la destinazione lavorativa. 
L'uomo dei surgelati non ha più chiamato: mi devo preoccupare?



Per l'immagine © Aventi diritto

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Diario di un Tarlo qualunque: La vincita

Nonostante io sia assolutamente contrario al gioco d'azzardo, recentemente ho maturato una strana attrazione nei confronti dei "gratta e vinci".
Intendiamoci non acquisto mai biglietti di questo tipo perché so perfettamente che per ogni euro vinto, ne perderò minimo cinque.
Allora da dove viene questa mia insana curiosità nei confronti di questo tipo di gioco?
Ebbene, nel corso della mia breve vita di "grattatore", ieri ho avuto il piacere di vincere, per la prima volta nella mia vita, un panetto di burro con i "gratta e vinci" della coop. 
Sono certo che i maligni ora mi scherniranno dicendo che, visto il clima politico, lavorativo e istituzionale, avere del burro in casa, può tornare utile e che comunque, la mia, è una vincita del cavolo.
L'invidia, si sa, è una brutta cosa! Ho vinto del burro e voi no! Fatevene una ragione.



Per l'immagine © Aventi diritto
Il testo è di proprietà dell'autore ne è vietata la riproduzione senza esplicita autorizzazione



lunedì 17 marzo 2014

La cucina del tarlo: Il pollo alla birra

Per la serie "in cucina con chef tarlo" ecco una nuova ricetta: Il pollo alla birra.
Prendere una birra, prendere un pollo, metterli insieme e cucinarli... mangiare. facile no? 


La cucina del Tarlo: Pollo alla birra
© 2014 Testo e disegni di Daniele "tarlo" Tarlazzi

mercoledì 5 febbraio 2014

La cucina del Tarlo: Pollo alla diavola

Cucinare (tricolore, alta, bassa, sperimentale, francese, ungherese, cinese, australiana che sia) è una gran moda. Tutti, io compreso, ci esaltiamo davanti ai fornelli (spesso ignorando la fatica di chi quotidianamente suda sette camice per lavoro e mi riferisco a cuochi e chef che ogni giorno esaltano i nostri palati nei ristoranti). Non nascondo che, qualche volta, ho pubblicato (su facebook) per vanteria, qualche foto delle mie "ardite sperimentazioni culinarie" ora vado oltre: Ora arrivo anche a darvi le ricette in questa mia nuova rubrica intitolata "La cucina del Tarlo"



La cucina del Tarlo: Pollo alla diavola
© 2014 Testo e disegni di Daniele "tarlo" Tarlazzi

martedì 11 giugno 2013

Darla Artrosia Perhaps: "Le diete impossibili di Alice Acciuga" - Quinto Episodio: Le rinunce

Le rinunce... Prima o poi ogni essere umano è costretto a fare qualche rinuncia e se ci ribelliamo al sacrificio, prima o poi, ne paghiamo le conseguenze... o almeno così teorizza Darla Artrosia Perhaps nella sua nuova avventura scritta e colorata da Annalisa Bianchi e disegnata dal sottoscritto.


Darla Artrosia Perhaps: "Le diete impossibili di Alice Acciuga" - Quarto Episodio "Le rinunce"
 © 2013 Testo e colori di Annalisa Bianchi disegni di Daniele "tarlo" Tarlazzi

giovedì 7 giugno 2012

Pomodori verdi fritti

Qualcuno gradisce "Pomodori verdi fritti alla casa del Tarlo"? Nel caso portatevi dietro anche i Vigili del fuoco che son cuoco pericoloso.
Pomodori verdi fritti...© 2012  Testo, disegni e colori di Daniele "tarlo" Tarlazzi

Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...