lunedì 15 ottobre 2018

Il barbiere

Il barbiere è uno di quei mestieri affascinanti che, purtroppo, si stanno perdendo.
Ed è un peccato perché le botteghe dei barbieri hanno qualcosa di magico e di artistico. Non a caso, i barbieri, sono protagonisti di opere liriche, letterarie e cinematografiche.
Non appena ci si accomoda sulla loro poltrona, già ci si rilassa: saranno gli odori dei dopobarba che aleggiano nell’aria o il tono caldo e sempre amichevole dell’artista del rasoio che riescono immediatamente a farti rilassare. 
Ora: voi vi chiederete che ci faccio io dal barbiere visto che il mio cranio è una palla da biliardo... ebbene io mi godo l’arte della cura della barba. 
Così, mentre il barbiere ti racconta di ristoranti o di qualunque argomento gli venga in mente, spennella il viso con il sapone, massaggiando con cura il viso in modo che poi il rasoio possa scivolare sulla pelle senza far danno. Se si frequenta la stessa bottega da tempo, è innegabile il legame di amicizia che si instaurerà tra voi e il tonsore. Un legame fatto di confidenze intime, discussioni sportive e di approfondimenti politici proprio mentre la lama riduce a pezzi i peli in eccesso del viso. 
Il barbiere è poesia, perché riesce a domare anche i baffi più ribelli rendendoli docili per almeno una settimana, è arte perché nessuno riesce a ottenere a casa geometrie così perfette sul viso.
È un conoscitore del mondo e dell’essere umano al pari quasi di uno psicologo, perché ha sempre e comunque pronto il giusto consiglio. 
Largo dunque ai factotum della città, tornate a scoprirli, a conoscerli e, magari ad intraprendere in bottega un mestiere, anzi, un’arte che senza alcun dubbio è al servizio dell’umanità.


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