Solitamente ho buoni rapporti con l'arte: amo la musica, il cinema, il teatro, la narrativa e la pittura, ma ho difficoltà esistenziali con i mimi e con la poesia. Della difficoltà nel decodificare i gesti della mimica e dei "mimi" ne ha parlato Woody Allen in un suo racconto che esprime totalmente la mia visione limitata verso questa forma d'arte.
Oltre alla mia ignoranza globale nei confronti del "teatro silente" ho, come vi dicevo, un pessimo rapporto anche con la poesia... Sia chiaro: mi piace ne ammiro i versi sublimi, i risvolti romantici e passionali, ne comprendo i segreti spirituali... ma non riesco a comprenderne metrica e linguaggi e in fase di lettura, non riesco a trovare la giusta concentrazione che mi faccia apprezzare gli sforzi profusi dall'autore. Capita quindi che, se invitato ad ascoltare poesie, io mi senta un po'...pesce fuor d'acqua.
Cerco di dare massima attenzione a disquisizioni dotte su interpretazione di arditi versi e quando mi si chiede cosa ne penso glisso con un "si, si... bella" che fa ben comprendere quanto sia grande la mia difficoltà.
Ricordo che ai tempi della scuola cercarono di insegnarmi, senza successo, a trovare significati e spiegazioni nascoste tra i versi:
"Si sta come d'autunno
Sugli alberi le foglie"
Si sta come d'autunno, quindi occorre indossare abiti adatti alla temperatura che subisce un ribasso, ma le foglie che cavolo c'entrano? Sono sugli alberi? Ok, fatti loro. Vogliono cadere? Facciano pure. Poi queste dannate foglie sono sugli alberi perchè trattasi di alberi "sempreverdi" o aspettano qualche misterioso evento che il poeta ci nasconde? Le foglie rappresentano la volontà di sperare in un inverno mite? E se gli alberi rappresentano la vita la cui caducità è rappresentata dalle foglie, perchè dovrò spazzare il giardino dalle foglie secche per tutto l'inverno? Inoltre mi chiedo: le rime baciate sono considerate rapporti prematrimoniali?
Non riesco a capire e me ne dispiace.
Quali saranno le emozioni che cercano di trasmettere i poeti? Non lo saprò mai.
Invidio la sensibilità e l'arte dei poeti ed ammetto che anch'io vorrei lasciarmi ispirare da un tramonto e vorrei magari che i caldi colori ispirassero, nel mio cuore, versi immortali o rime sublimi. Ma se guardo fuori dalla finestra il paesaggio ed guardo un albero e un passerotto svolazzare sui rami, l'unico verso poetico che pervade il mio corpo è questo:
"O albero, Albero poverello
sul ramo ritorto
si è posato un augello.
Egli starà li per ore
finchè arriverà un cacciatore.
O povero augello, nel momento in cui penserai
"Ma della vita che ne è stato"
E' perchè sei finito impallinato"

© Daniele "tarlo" Tarlazzi (Novembre 2006)
(N.d.A: In passato ho gia parlato del mio difficile rapporto con le "composizioni poetiche" chi vuole andarsi a rileggere quel posto può farlo cliccando qui.)