Ci siamo: l'ora è quasi scoccata. Salvo "imprevisti" questo dovrebbe essere l'ultimo post prima delle "mie" ferie. Domani e domenica sarò in altre faccende affancendato e sarò probabilmente "acqua di torrente"... Insomma passerò a salutare i commentatori e poi dritti a preparare la valigia (e chi mi segue dall'inizio sa quali e quante storie si nascondano dietro una valigia... chi è nuovo di queste parti può sfogliare il blog e scoprire di cosa sto parlando). Ci si risente attorno al 16 settembre. A tutti voi un abbraccio e vi lascio in compagnia di... Fichi secchi. Buona lettura.
FICHI SECCHI
E' estate, una strana estate dove la meteorologia guadagna le prime pagine di giornali e telegiornali relegando in ultima pagina notizie più importanti, ma non è certo di questo che vorrei parlare.
A dire la verità non so di cosa voglio parlare, ma e' proprio questo che
mi stuzzica: parlare senza dire nulla...
Magari potrei raccontarvi la mia vita, anzi: potrei anche evitare di farlo
o forse potrei parlare di cose serie ma visto il clima credo dovrò
accontentarmi di parlare di nulla.
Ma come si può parlare del nulla se non lo si conosce?
Il vocabolario, alla voce nulla, cosi' riporta: "pronome indefinito, niente, un fico secco..." Appunto, adoro i fichi secchi anche se fanno ingrassare, ma come può un nulla fare ingrassare? Il quesito, probabilmente, torturerà le mie prossime notti.
Però ora vorrei continuare a parlare di nulla o di fichi secchi. Potrei dirvi che il fico secco è un alimento e che, per assurdo, anche la bistecca alla fiorentina lo è.
Potrei asserire che il fico secco è nulla mentre la "fiorentina" (fatte salvo alcune eccezioni calcistico/sportive) non può certo considerarsi un nulla... La cosa, ha sicuramente una sua logica: il fico secco è un fico secco mentre la fiorentina ha l'osso e come potete immaginare, esistono ossi duri che (e questo e' un dato di fatto) proprio non possono essere considerati niente, anche perchè un loro schiaffone può essere estremamente doloroso e io sono notoriamente contrario al dolore.
Allora parliamo degli ossi duri intesi come esseri umani ma non sarebbe
umano parlarne e se non se ne può parlare, allora si è costretti a
tornare a parlare di nulla ma questa, ormai vi è noto, è una strana
estate e non se ne può certo scrivere con una simile facilità.
Daniele "tarlo" Tarlazzi (estate 2002 rielaborazione settembre2006)