lunedì 7 agosto 2006

Arthur Serpis

Possibile prendersi l'influenza ad agosto? Si se si hanno "rapporti amorosi" con un condizionatore... Un anno o l'altro vi racconterò del mio rapporto con questi apparecchi che rinfrescano l'aria di casa...


Nel frattempo, mentre cerco di smaltire la febbre e cerco di recuperare ciò che resta della voce, vi propongo due vecchie e colorate vignettine di Arthur Serpis.



Arthur Serpis © 1992-1996-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi

giovedì 3 agosto 2006

Maghi e Ristoranti

Sempre in attesa dell'autunno e della riproposta cronologica (e magari corretta) delle avventure di Arthur Serpis e sempre in attesa di proporre le puntate "inedite" di Serp Trek, ecco a voi un'altra selezione di colorate avventure del mio serpentaccio. Il tema trattato è quello degli inviti a cena e dei "maghi" da luna park... buona lettura




Arthur Serpis ©1994-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi


 

martedì 1 agosto 2006

Rossella

Proseguo la "ristampa" di racconti e articoli di un tempo che fu... in attesa dell'autunno e dell'immancabile materiale inedito ;-)


ROSSELLA


Mi trovo di tanto in tanto, a pensare al “passato”, o meglio ad immaginare un passato mai realmente esistito, ma così intensamente sentito da sembrare vero; libero quindi i pensieri e la fantasia e da quel momento, passare dalla realtà al sogno è cosa da poco.

Almeno questa volta però, non voglio parlare di sogni, bensì vorrei provare a far rivivere in chiave moderna, una vecchia storia d’ amore che tanto ha commosso il pubblico delle sale cinematografiche.


 

Provate ad immaginare che attorno a Rossella ‘O Hara, scompaiano quadri antichi, mobili di anni passati, e che l’ insuperabile villa del film “Via col vento”, o del nuovo serial tv, si trasformi in un “comodo” appartamento nel centro di una grande città.

Rossella è una bizzosa donna manager, oppressa dalla cronica mancanza di “lui”.


 "Lui” che se ne è andato oramai da tempo immemore, forse per divergenze di carattere o forse per una storia di “corna”.

Lei, comunque, ancora innamoratissima e, come la “vera Rossella”, desiderosa di riconquistarlo.

“Si, ma come ?" - potrebbe chiedersi la coraggiosa donna.


Vorrei, a questo punto, fare un piccolo salto indietro, e pensare al contesto storico di “Via col vento”:

1°) allora non esistevano automobili,

2°) Servizi telefonici ? Manco a parlarne,

3°) Radio, televisione, media? Beh, erano ancora ben lontani dall’ essere inventati.

4°) Sfortunatamente non esistevano neanche discoteche, pub ecc. ecc.

E allora?

Come innamorarsi, come trovare l’ anima gemella?

In realtà forse la cosa era più semplice allora perché, quando il matrimonio non era d’ interesse e quindi combinato, bastava andare ad una festa; recarsi in un luogo di culto e quasi per incanto spuntavano un “lui” o una “lei”.

Uno sguardo languido, un arrossire chinando la testa ed era amore.

Amore per sempre.

Oggi, se la nostra Rossella vuole riconquistare il suo partner, c’è  il “dottor Stranamore” di Alberto Castagna, il “Perdonami” di Mengacci o “l’ agenzia matrimoniale” di Marta Flavi.

Senza tenere conto dell’ esistenza di numerose “chat-line” per incontri di coppia più o meno romantici o più o meno leciti.

Ora, le nostre moderne “Rosselle” possono formare un numero di telefono, e per la modica cifra di 2 euro al minuto più I.V.A, possono innamorarsi di un “Reth” virtuale, che non vedranno mai, ma (mio Dio che consolazione) potranno immaginare e sognare.

Credo che il progresso sia una bella cosa, sicuramente porta l’ uomo a vivere meglio le sue giornate ma ritengo che per le cose belle, intriganti ed emozionanti come l’ amore, si debbano fare molti passi indietro.


 

Dovremmo dimenticarci di tutto quello che la “vita moderna” ci offre, e soprattutto dovremmo impegnarci a fondo, per riscoprire quei valori e quell’ onestà di sentimenti che “il logorio della vita moderna”, lo stress ed il progresso ci hanno sottratto, costringendoci non più alla ricerca di quell’ amore donatoci dal profondo del cuore ma all’ amore di “convenienza”.



©1996 - 2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi

venerdì 28 luglio 2006

giovedì 27 luglio 2006

Ode alla bistecca (ovvero "tarlico" poema poco etico e ancor meno epico)

Ok, smetto di fare il "duro" ed ammetto che a volte son sensibile alla poesia; mi affascinano rime, versi e prosa. In poche righe vengono sintetizzati sentimenti, passioni, amori, vita, morte risate e drammi. Come si può non restare incantati da un arte così complessa e difficile? Ogni essere umano, nel profondo del suo animo, in fondo è un po' poeta. Chi non ha mai scritto una poesia per la propria amata o per chi ne fa le veci? Tutti lo abbiamo fatto... io compreso. Così è nata quest'ode alla bistecca...




Ode alla bistecca



"Mi scusi l'ardire

e se non trovo le parole

di mostrarle l'ardore

che questo caldo rubò

Mi scusi lo sguardo

e perdoni se ardo

di calor estivo

squagliandomi vivo.

In questo momento

sento un fermento

o forse è appetito

...mi sento smarrito:

Ora ho mangiato e mi sono pentito."




"PoeTarlo"

lunedì 24 luglio 2006

Notate qualche somiglianza?

Tanto tempo fa arrivarono in Italia i primissimi cartoni animati giapponesi; come dimenticare il Grande Mazinga, Goldrake, Mazinga Z... erano tempi eroici e la televisione, forse, non ci aveva ancora bruciato il cervello.


Negli episodi di Mazinga c'era un buffo comprimario si chiamava "Boss". Chi di voi non ha mai visto questi cartoni animati sappia che fu anche merito di  Boss e del suo "Boss robot" se Mazinga vinse il male.


Bene qualcuno afferma che ci siano somiglianze tra il sottoscritto e "Boss"... Naturalmente sono tutte illazioni prive di qualsiasi fondamento!



Scherzi a parte: desidero ringraziare di cuore l'amico "Ronzello"  (se non ricordate il suo post in queste pagine, cliccate sul suo nickname) un modellista davvero unico che mi ha omaggiato con questo preziosissimo modellino.  E' davvero stata una sorpresa che mi ha commosso e della quale andrò sempre fiero!


Tarlo

sabato 22 luglio 2006

INCONTRI

Non sono uno scrittore, non lo sono mai stato e probabilmente mai lo sarò, ma devo ammettere che la voglia di inventare storie per racconti , o per fumetti, è sempre stata abbastanza forte.

Il problema per un autore come me, credo sia la discontinuità: infatti,incontro numerose difficoltà a trovare l’ idea giusta da “buttare” su carta.

Qualche tempo fa provai a scrivere anche alcuni articoli per un giornale di provincia, ma viste le corse per consegnare il pezzo in tempo utile per la stampa,decisi per un “temporaneo” stop.

Un giorno però alcuni amici decisero  di organizzare un piccolo concorso di narrativa ed io, trovando il progetto alquanto divertente, provai a parteciparvi.

Il primo anno tutto andò per il meglio, poi avvenne il “dramma”.


Gli organizzatori, visto il successo del sopracitato concorso, decisero di organizzarne una seconda, poi una terza edizione e così via. 

M trovai così, con enorme anticipo sulla data di scadenza, a preparare scritti di ogni genere che, regolarmente, inviai all’ inceneritore comunale sottoforma di “palline di carta” (roba che se il w.w.f, o i verdi, lo vengono a sapere, mi fucilano... Con proiettili riciclati naturalmente).


Mesi e mesi di tormento per una mente non allenata alla scrittura, e interi giorni passati ad osservare la gente, ma l’ idea non arrivava.

Nel frattempo, la data di scadenza di quei concorsi si avvicinavano a grandi passi, e la mia simpatica "tastiera italiana", ancora non si decideva a “macchiare” i fogli elettronici...figurarsi quindi se la stampante sentiva il bisogno di bagnare di inchiostro qualche foglio di carta.

Ero sul punto di rinunciare e di rimandare la partecipazione al concorso all’anno successivo, quando mi accadde un fatto inconsueto. 

Durante una breve gita di piacere nella zona di Reggio Emilia,  passando davanti al fiume Po, mi ricordai di una frase scritta da Giovannino Guareschi riguardante il “grande fiume”.

La frase più o meno suonava così:

“ Il grande fiume scorre placido portando con sè storie allegre e tristi, che racconta a chi si siede sul rivale ad ascoltare...”

Preso da uno strano impulso, fermai l'auto e decisi di sedermi sul rivale e di mettermi in ascolto.


Cercai di isolarmi e di concentrarmi il più possibile, in quanto l’ unica cosa che il fiume si era deciso a raccontare, era sicuramente il rumore del traffico proveniente dalle strade vicine.

Sarà stata la forza del pensiero, ma dopo qualche minuto cominciai a sentire qualche cosa.

“Ti senti bene?”- Chiese il fiume con gentilezza.

“Si, grazie signor Po, avrei solo bisogno che lei mi raccontasse una qualche vicenda. Vede, vorrei scrivere un racconto ma non trovo l’ idea.”

Ero poco convinto di quello che facevo e dicevo; feci quindi un gran balzo indietro quando mi accorsi che chi mi parlava non era il fiume, bensì un vecchio “pretone” che mi osservava dietro ad un pioppo.

“Forse posso aiutarti, seguimi.”

Lo seguii con fiducia, in fondo era un prete!

Dopo circa mezz’ ora di marcia, arrivammo davanti ad un osteria; il pretone volgendo indietro lo sguardo, mi invitò a sedermi e a bere con lui un bicchiere di buon Lambrusco.

“Questo è un vino che fa resuscitare i morti, bevi pure, io mi assento per qualche minuto, devo parlare alla moglie dell’ oste.”

Chinai la testa in cenno di assenso e osservai quell’ omone grande e grosso allontanarsi.

Quella figura aveva qualcosa di familiare, ma non riuscivo a focalizzare chi o cosa fosse.


 Assorto nei miei pensieri, mi accorsi, ad un certo punto, che dietro di me si era avvicinato un uomo.

Notai solo una cosa in lui: un grande fazzoletto rosso legato sul collo.

“Buongiorno signor straniero, sappia che al paese non piacciono i reazionari soprattutto se si accompagnano ad un vecchio prete grasso” - tuonò quell'omone con il suo vocione.

Fu il pretone, nel frattempo tornato al tavolo a rispondere:

“E chi sarebbe, di grazia, il vecchio prete grasso, compagno meccanico? Non io spero.”

Il grosso prete era tornato ed evidentemente aveva ascoltato la conversazione di quell’ uomo dal fazzoletto rosso.


Dimenticavo di dirvi che anche l’ uomo dal fazzoletto rosso aveva qualche cosa di familiare ma, come per il pretone, non riuscivo a metterne a fuoco la fisionomia.

Mentre cercavo di ricordare, i due si erano avvicinati l’ uno all’ altro, tanto che le loro pance si toccavano e tutti e due avevano gonfiato le vene del collo e stretto i pugni.


Chiusi gli occhi per non assistere ad un cruento incontro di boxe quando improvvisamente un uomo gridò:

“Fermi disgraziati, non vorrete ricominciare a litigare spero!”

All’ ordine dell’ uomo i due si bloccarono, evidentemente era una voce alla quale, quei due personaggi, non potevano far altro che obbedire.

Aprii gli occhi e osservai il nuovo arrivato: aveva un viso severo ma nello stesso tempo sereno, portava grandi baffi importanti e il suo aspetto era decisamente imponente.

Mi guardò come se mi studiasse, poi con enorme gentilezza si rivolse a me e disse:

“Scusali, non sono cattivi, ma Camillo e Peppone non perdono occasione per farsi notare e non rinunciano a fare questa bella messa in scena quando un qualche ragazzo si siede sul rivale del fiume.

Credo sia perché non vogliono essere dimenticati.”

Si rivolse poi ai due personaggi, li chiamò a sè con un gesto della mano, li rimpicciolì e li ripose all’ interno di una tasca, poi, dopo avermi salutato, scomparve nella nebbia.

Rimasi assorto per alcuni minuti, scrollai il capo e mi ritrovai sul rivale del fiume, proprio dove mi ero fermato.


 Osservai ancora il placido scorrere dell’ acqua, poi mi avviai verso la mia autovettura.

Prima di salire volsi lo sguardo verso il fiume.

“Grazie grande fiume...Grazie Giovannino.”

Avevo risolto il mio problema, avevo trovato l’ ispirazione.

Avviai il motore della macchina e tornai verso casa.


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dedico questo scritto a Giovannino Guareschi che purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscere personalmente ma che ritengo essere stato per me un grande maestro. Intendo inoltre estendere questo (speriamo) rispettoso omaggio ai personaggi creati da Giovannino, anche ad Alberto e Carlotta (suoi figli) e al "Club dei 23".


Daniele "tarlo" Tarlazzi 



nella foto: Giovannino Guareschi


©aventi diritto


 

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