venerdì 9 giugno 2006

Impero di Tarlonia: Quarantunesimo Anno - il tempo delle sagre paesane

9 giugno, quarantunesimo anno dell'impero di Tarlonia


I festeggiamenti del quarantunesimo anno dalla rinascita dell'impero erano in corso...in verità erano oltre quarant'anni che si festeggiava senza sosta e i popolani non ne potevano più: fingersi allegri e spensierati era davvero usurante. Così si festeggiava silenziosamente facendo scoppiare al massimo sacchetti di carta pieni d'aria o quelle palline di plastica tipiche degli imballaggi poichè, fuochi d'artificio petardi rendevano nervose le auree orecchie imperiali e i costi per l'ingaggio delle tipiche orchestre di liscio con relative danze e la presenza di "sciucaren" avevano ormai prosciugato le casse dell'impero. L'imperatore aveva imposto che il popolo offrisse all'amato despota, Bacco, Tabacco e Venere ma a causa di un errore di battitura dell'amministratore imperiale, nel bando venne riportato che l'imperatore avrebbe ben gradito Tacco, Colbacco e Veneree.


Fu così che i calzolai imperiali si impegnarono per offrire  al sovrano centocinquantacinquemila paia di scarpe e stivali con tacco enorme, i cappellai un milioneottocentosettantamila colbacchi (nonostante ai più fosse nota la passione dell'imperatore per le coppole e i cappelli da cow-boy) e i medici di corte si impegnarono per scoprire nuove malattie veneree da offrire al loro signore e padrone.


Il tutto venne portato dinnanzi all'imperial trono e il sovrano ebbe un moto di commozione e felice della imperitura fedeltà del suo popolo decretò nuove tasse.


Fine prima (e per decreto imperiale) e ultima puntata


Tarlo

giovedì 8 giugno 2006

Serp Trek quinta puntata

Prima o poi mi rimetterò al "lavoro" e riprenderò a disegnare e magari lavorerò ad una "seconda stagione" di Serp Trek (e chissà che, come auspica Codyallen, non si tratti di una "next generation"). Nel frattempo ecco a voi la quinta puntata di questo serial serpentifero. Buona lettura.



Arthur Serpis ©1996-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi

lunedì 5 giugno 2006

Passioni e "punti di vista"

C'è ben poco da dire... queste due vignette parlano chiaro no? Al mare l'uomo tende a sfogare l'occhio. Siamo così stupidamente certi che "colei che è intenta ad abbronzarsi" non si accorga di nulla. Sappiatelo: non è così! La nostra compagna sa, nota e vede tutto e a nulla serve nascondersi dietro scurissimi occhiali da sole o dietro ad un ampio giornale... lei sa benissimo che voi, in quel momento, non state leggendo un interessantissimo articolo di Umberto Eco, voi state ammirando "l'articolo steso due ombrelloni più in la". Fingersi offesi dalle accuse di essere "animali adatti a fornire gli umani di salami e prosciutti" proferite dalla vostra compagna servirà solo a peggiorare la situazione. Nulla di meglio quindi di togliersi dalla spiaggia e fiondarsi (e qui veniamo alla seconda vignetta) in un centro commerciale... ogni ulteriore commento è superfluo. Vi basti sapere che ogni capo di abbigliamento necessita di un suo specifico, costosissimo e ingombrantissimo detersivo al quale occorre aggiungere (per ottenere quel bianco che più bianco non si può) l' acchiappacolore, l'acchiappagrigio, il fulminabianco, l'ossigenil, il prendisporc, l'ammorbidente alla spuma di champagna, il decalcificante al caviale e la candeggina al tartufo... non parliamo poi del settore alimentare perchè, come dice la parola stessa, "alimenterei" serie polemiche e visto il mio cronico aumentar di peso,  è bene glissare... Scherzi a parte, tutto questo straparlare serve solo a presentarvi due vecchie vignette di Arthur Serpis che spero possano strapparvi un sorriso.  



Arthur Serpis © 1995-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi

sabato 3 giugno 2006

Slovenia

Posso ormai comunicarlo ufficialmente, pur tenendo enormemente alle mie origini romagnole, credo che Asiago, Val di Fassa e la Slovenia siano i miei "rifugi" e le mie "terre d'adozione". Non so come sia ma basta varcare il confine regionale per raggiungere uno di quei luoghi e il mio umore cambia all'istante. Di Asiago e della Val di Fassa conosco tutto: in fondo giro da quelle parti da oltre un "trentacinquennio". La Slovenia invece è una scoperta recente. Il fatto che fino ad oggi non sia mai riuscito a questa terra senza essere accompagnato da una fitta pioggia non ha molta importanza, ma quella è davvero una terra rilassante. I colori e i paesaggi trasmettono romanticismo e serenità... o quasi.


Attraversato il confine, accompagnati ancora da un pallidissimo sole, visitiamo le grotte di Postumia, grotte ormai "morte" che però offrono ancora uno spettacolo naturale di grande emozione. La nostra guida, avvolta in un tabarro di color verde, somigliava parecchio a Giuseppe Verdi e così con voce musicale ha descritto le varie sale delle grotte con sapienza e cuor gentile.  Terminata la visita e dopo aver sbagliato strada almeno 2 volte, finalmente raggiungiamo il lago di Bled. Davvero uno spettacolo impagabile: un panorama mozzafiato.


Ora, in questo narrar geografico, occorre però fare una breve digressione. La leggenda narra che dal primo gennaio 2007, la Slovenia diverrà parte integrante dell'Europa e adotterà la moneta unica abbandonando i Sit Tolarjev... e gia si nota (rispetto a sei mesi fa) un aumento notevole dei prezzi, ma non è di questioni politico economiche o delle scelte di una Nazione di cui voglio parlare bensì dell'italianizzazione di alcuni esercenti. Dopo una splendida gita all'isola del lago e aver suonato la campana dei desideri, raggiungiamo l'albergo dove ci informano che non hanno stanze... La serenità e le emozioni trasmesse da questi splendidi luoghi lasciano naturalmente il posto a un attacco di panico.


"Come non avete stanze, ho prenotato!" - Mi guardano come si guarda un alieno e commentano con un "Sorry..." Il fatto è che sono abituato a stampare anche le cose più assurde, figuriamoci se non stampo una conferma di prenotazione giunta via email, così mostro la prenotazione all'impiegato dell'albergo e miracolosamente si libera una stanza... respiro di sollievo che però non dura molto. All'ora di cena io e "Colei che desidera assaggiare specialità locali" raggiungiamo il ristorante dell'albergo forti della nostra prenotazione a "mezza pensione". Comunichiamo così il numero di stanza al cameriere che ci guarda così come si osserverebbero due "protei" delle grotte di Postumia e ci comunica: "Impossible, no halfboard."


A differenza di "Colei che ha studiato lingue" io non parlo una parola di inglese cosa che dimostrerò senza tema di smentite tra pochissime righe, ma da bravo maschio italico "devo"prendere in pugno la situazione e tentare di risolverla per cui mostro al cameriere il mio sguardo più accigliato e con tono impostato e convinto affermo: "schiusmi, mai prenotascion is ciu nait alfbord!" L'indigeno è poco convinto e con sguardo di sfida e in maniera un poco beffarda replica con un "Impossible."  E che diamine, ho una prenotazione chiara quindi ho ragione da vendere replico con un immediato: "Plìs control email prenotescion". Il cameriere svanisce e io lascio alla reception "colei che nel frattempo sghignazza alle mie spalle" e salgo in stanza a recuperare l'ormai famosa prenotazione stampata.


Scendo le scale sventolando la mia prenotazione mentre vedo la mia compagna di viaggio chiacchierare tranquillamente con il cameriere in linguaggio anglosassone. Non conosco il loro discorrere, ma i morsi della fame iniziano a farsi sentire e sicuro delle mie ragioni, interrompo il loro dialogo esclamando con tono soddisfatto: "Paper songs and the villans sleeps!" (la cui traduzione in via teorica doveva suonare come: carta canta e villan dorme). Il tipo mi ride in faccia e mi accompagna al tavolo offrendoci un aperitivo... Son soddisfatto, ho fatto valere le mie ragioni. Brindo alla mia capacità di farmi capire e "Colei che aveva gia risolto tutto" mi comunica: "Sai, quando ti fai prendere dal panico sei una comica: mentre tu ravanavi nella valigia alla ricerca della prenotazione perduta, il problema era gia stato risolto e si sono scusati per il disagio e l'equivoco... aggiungo che potevi evitare di far finta di tradurre un proverbio popolare: i proverbi differiscono da nazione a nazione e pur avendo significati simili differiscono nell'esposizione... comunque tu hai affermato che " il villano dorme alla canzone della carta" cosa che, probabilmente, non ha alcun significato. Al limite avresti dovuto dir loro "Paper sings and the villans slepps"... Parla italiano cheforse ti capiscono meglio."


Zittisco e mi lascio trasportare dal cibo saporito e piccante e abbandono i dispiaceri linguistici nel fruttato sapore di un buon vino rosso e al termine della cena mi lascerò cullare dal panorama del lago e scivolerò in un sonno ristoratore.


Da questo momento inizierà il "diluvio universale" sul lago le barchette sembrano piccole arche di Noè. Poco da fare, tutto quello che potevamo vedere del lago lo avevamo visto (per fortuna) il giorno prima così dedichiamo la seconda giornata alla cura del corpo (e dello spirito) regalandoci una giornata di massaggi, saune e bagni termali a Dolenskje Toplice. Il week end termina così senza altri incidenti linguistici e sempre sotto una pioggia violenta che terminerà solo a confine varcato, ma pioggia o non pioggia questa terra resta piena di fascino e così prometto di tornarci ancora e ancora e ancora....


mercoledì 31 maggio 2006

Ritorno a casa

Avevo preparato un post ricco di particolari sulla vacanza appena terminata ma una perturbazione "splinderiana" ha appena fatto si che un ora di "lavoro" alla tastiera sia andata perduta. Colpa della mia pessima abitudine di non salvare il testo in preparazione.


Poco male... ci si penserà domani, il racconto (per vostra sfortuna) è solo rimandato...


Tarlo

venerdì 26 maggio 2006

La valigia e l'insonnia

Che attinenza c'è tra la preparazione di un viaggio e l'insonnia?
Sembrano due cose differenti ma a mio personalissimo avviso sono strettamente collegate; ancora non ho capito il meccanismo psicologico di questa alleanza tra viaggi e sonni mancati, ma qualche ragionamento teorico credo si possa tranquillamente fare.


Poco importa se il viaggio che si deve fare è di routine, nulla importa se si va a fare una cosa gioiosa e rilassante, se si percorrono chilometri per poter passare un po' di tempo con una persona cara o se si viaggia per lavoro.
L'incubo c'e' eccome.....
Appoggio la valigia sul divano del mio studio e la osservo... essa resta ferma, vuota e immobile.
Non si rende conto che siamo in un era tecnologica e piena di meccanismi automatici? E allora perchè diavolo non si riempie da sola....


Vabbè considerazioni del 21 secolo a parte, preparo un foglietto a mo' di promemoria ed inizio le operazioni di riempimento:
1) biancheria
2) asciugamani
3) spazzolino e mercanzia per l'igiene del corpo
4) Moment per l'igiene e la salute del mio cranio
5) Pantaloni di ogni genere e tipo
6) Camice ed eventuali maglioni ecc....


Bene, sembra tutto a posto, ma in realtà non è così:
Qualcuno passa vicino alla stanza e, pur volendo aiutare, ti getta nel panico:
Sicuro di aver preso tutto?
Questa frase detta, in modo amorevole e in tono flautato dalla totalità dei genitori, moglie, amante, amica e chi più ne ha più ne metta, getta nel panico colui che si appresta alla partenza.


Non voglio aprire nuovamente la valigia, è la settima volta che la apro per aggiungere cose che mi erano passate di mente! Sono sicuro; ho preso davvero tutto.... e allora perchè il Tarlo rode?
Ma sono davvero così sicuro di aver preso tutto?
Ripasso mentalmente l'elenco del materiale e soddisfatto del risultato, getto una rapida occhiata all'orologio, sono le 3 del mattino, alle 5 dovrò alzarmi e i treni, nella maggioranza dei casi, non mi aspettano (arrivano tardi, ma partono puntualissimi... credo sia per la famosa legge di Murphy).
Mi alzo e effettuo ulteriori controlli, non manca nulla....
Ormai è inutile tornare a letto, tanto vale farsi di caffè e magari guardare un po' di tv prima mettersi in viaggio.
Il treno parte puntualissimo dalla stazione e dopo un piccolo momento di panico (Avrò preso tutto?) mi rilasso, inizio a leggere il giornale acquistato prima della partenza.
Finalmente mi sento leggero e libero... che sia perchè ho dimenticato la valigia a casa?


Tarlo (scritto nel 2002)

mercoledì 24 maggio 2006

Chiusure a fumetti

La notizia è di pochi giorni fa ed è stata spiegata proprio agli appassionati da Ade Capone (sceneggiatore e creatore di Lazarus Ledd. n.d.a).
Lazarus chiuderà con il numero 152 previsto per il mese di novembre. Ade ha sempre affermato (ne sono stato più volte testimone) che il suo personaggio non avrebbe “vissuto” all’infinito soprattutto per non fossilizzarsi in un format e non deludere lettori ed appassionati.
Lazarus Ledd è il “bonellide” che ha battuto ogni record di durata, un prodotto che ha sempre dimostrato una qualità grafica e narrativa di alto livello. Ade, grazie al suo fiuto, ci ha fatto conoscere il talento di disegnatori del calibro di: Bocci, Majo, Gerasi, Cropera ecc…
Mi mancherà questo appuntamento con l’avventura.

Ma non mi mancherà solo Lazarus Ledd perché anche in Bonelli, alcune serie, stanno avviandosi alla conclusione.
In primo luogo uno dei veri classici del fumetto italiano ovvero Mister No che entro breve tempo darà l’addio alle edicole dopo oltre trent’anni di onorato servizio.

Anche Napoleone saluterà presto i suoi lettori. Il personaggio creato da Carlo Ambrosini se ne andrà ad agosto lasciando il mondo di carta per finire nel “limbo della fantasia” che così bene è stato descritto nel corso di questi anni.

Da vorace lettore affermo di essere preoccupato: sono annunciate davvero tante, troppe chiusure.
Certo, si tratta di “affetti di carta” ma i sentimenti sono sempre sentimenti e questi personaggi lasceranno indubbiamente un vuoto nella nostra voglia di fantasiose avventure…di questo passo resteremo senza fumetti.

Altra cosa molto preoccupante che riguarda l’argomento “chiusure” è soprattutto la crisi del settore che obbligherà molti artisti (perché autori, disegnatori, sceneggiatori, letteristi e redattori sono tutti da considerarsi artisti) a cercare trovare nuove realtà lavorative in un mercato molto molto difficile.



Lazarus Ledd © Star Comics / Ade Capone


Mister No © Sergio Bonelli Editore


Napoleone © Sergio Bonelli Editore


 


Tarlo


 

Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...