martedì 2 maggio 2006

il..."vecchio che avanza"

Ebbene, avete votato, avete espresso consigli e opinioni... ma io come la penso? A dire il vero non lo so anche perchè le vostre proposte sono state tutte molto divertenti.
Così, alla fine, ho deciso di mantenere il vecchio titolo e di inserire un nuovo "sottotitolo". Nella testata scompare la penna e appare "Stich" un omaggio al personaggio della Disney al quale mi sono ispirato per dare un nome al gatto che da quasi due anni comanda a "bacchetta" in casa Tarlo.


Ringrazio voi "eletTarli" per la grande partecipazione e vi dedico questa striscia di Arthur Serpis che spero possa regalarvi un sorriso.


Nei giorni scorsi si parlava di musica operistica e così....



Arthur Serpis - ©1995-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi

domenica 30 aprile 2006

Concorso sondaggioso senza premi...

Allora, come dicevo qualche giorno fa; Sto pensando di cambiare il "titolo" del blog... "vita da..." mi pare fin troppo scontato e utilizzato le alternative potrebbero essere:


1) Diario di un "Tarlo" qualunque (titolo anche di una specie dirubrica in "onda" su qualche Mailing List)


2) Tarlocomunicazioni


3) Effetti indesiderati (chiaro omaggio agli "Effetti collaterali" di Woody Allen)


4) AgiTARLO prima dell'uso


5) Mantenere il "Vita da Tarlo" usato fin qui.


...Ora lancio un sondaggio: Quale di questi titoli vi piace di più? Avete suggerimenti?


In un concorso/sondaggioso che si rispetti, dovrebbero esserci premi in palio per coloro che suggeriranno il titolo futuro, ma noi non si fa caso a queste quisquilie e in premio non mettiamo alcunchè (e badate che avere oggi un "alcunchè" è roba da supersiuri).


Dimenticavo nei concorsi/sondaggi occorrerebbe l'autorizzazione ministeriale, ma qui siamo in "famiglia" quindi l' AUT MIN non l'ho RICH.


Tarlo

sabato 29 aprile 2006

La musica è nuda

A volte mi chiedo:  "Ma per fare buona musica, si debbano per forza utilizzare sintetizzatori, elettronica, distorsori, campionatori e roba simile?" La risposta naturalmente è no. Nelle mie intenzioni, in realtà, esiste la volontà di recensire due dischi che ho trovato davvero belli e interessanti. Il primo, ascoltato più di un anno fa, mi colpì per l'originalità del progetto: parlo di "Musica Nuda" di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. Un disco dove i padroni sono una splendida voce e un contrabbasso.


(nella foto a lato "Musica Nuda" di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti - Storie di Note distribuzione © 2004 aventi diritto


Da qualche settimana è uscito "Musica Nuda 2". Petra Magoni e Ferruccio Spinetti vanno avanti con il loro progetto proponendo agli ascoltatori un doppio cd di grande qualità. Nel primo supporto si continua con il progetto "voce e contrabbasso", splendide le interpretazioni di "Come Together" e "Over the rainbow". Degna di nota anche "Non andare via" (ne me quitte pas) di Jacques Breil anche se a mio avviso troppa "velocità" nell'esecuzione distrae facendoci distrarre dalla bellezza del testo. Nel secondo cd invece, la musica si "riveste" un attimino... a voce e contrabbasso si aggiungono altri strumenti e il disco si impreziosisce grazie anche alla collaborazione di artisti come Stefano Bollani, Mirko Guerrini e Nico Gori.


Difficile tentare di recensire questo album senza valicare i confini della pubblicità occulta, ma è un disco che a mio avviso va acquistato e ascoltato più volte.


   


 Nella foto  la copertina di Musica Nuda 2 di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti edizioni RadioFandango distribuzione Edel


© 2006 Aventi diritto.


 

Piccoli cambiamenti

Piccolissimi cambiamenti grafici al "template" che, da personalizzato diviene (temporaneamente?) un "preconfezionato" di splinder. Sembra infatti che il precedente template non fosse molto stabile e che alcuni amici lettori non riuscissero a lasciare commenti; facciamo quindi questo temporaneo esperimento nella speranza di aver risolto qualche problema e di avere un template più "stabile". Al momento andiamo a regime ridotto, alcuni banner sono stati spostati a fondo pagina e in via sperimentale. Vediamo come va.


A dire il vero, se il template dovesse funzionare correttamente, probabilmente non sarà il solo cambiamento: Vorrei cambiare il "titolo" del blog (mantenendo l'indirizzo di sempre però)... vediamo cosa succederà nei prossimi giorni.


Nel frattempo se avete tempo e voglia e volete offrirmi suggerimenti per un nuovo titolo, io sono qui. Vi chiedo anche di provare l'area "commenti" anche solo inserendo un "ciao", così vediamo se tutto funziona correttamente.


Per il momento vi ringrazio. Ci si sente presto.

venerdì 28 aprile 2006

Scartabellando nel cassetto dei ricordi

In attesa della terza puntata di Serp Trek vi propongo una vignetta (trovata in un cassetto) del lontanissimo 1986... Ed ora, il miracolo si compie: mi metterò a lavorare. Mi attendono lavori domestici, forse scrivere qualche riga di un nuovo racconto, pulire il giardino, nutrire il gatto... (in realtà guarderò qualche episodio di "the 4400" e "Battlestar Galactica", ma tanto voi mica lo andate a dire in giro vero?



martedì 25 aprile 2006

Così fan tutte

Una delle opere che amo di più è sicuramente il "Così fan tutte" di W.A.Mozart. Un libretto scritto da Lorenzo Da Ponte ancor oggi a mio avviso attuale e pieno di spunti. Una commedia ricca di equivoci e di momenti comici che lasciano però tempo ad una semplice riflessione, ovvero: quanto l'essere umano (così spesso privo di saggezza) possa essere volubile ad ogni spirar di vento.


Durante il primo atto e più precisamente nella sesta scena c'è un momento "quasi" struggente: Guglielmo e Ferrando, ovvero gli amanti di Dorabella e Fiordiligi, partono (o almeno cos' credono le due ragazze) per un "campo di battaglia". Don Alfonso, amico saggio e sapiente dei due soldati/fidanzati, intona un canto di addio ricco di poesia, affetto e  bellezza.


 Ne riporto il testo qui sotto:




"Soave sia il vento,
Tranquilla sia l'onda
Ed ogni elemento
Benigno risponda
Ai nostri desir. "




Nella foto una scena del "Così fan tutte" © aventi diritto


 

lunedì 24 aprile 2006

Si avvicina l'estate: stagione dell'abbandono. Stagione dove fin troppo spesso ci si dimentica dell'amore che ci viene gratuitamente  e incondizionatamente messo a disposizione dai nostri amici pelosi. Ogni anno spero di poter leggere che molti animali sono stati adottati e che, per la prima volta, nessun cane o gatto sono stati abbandonati... Utopia o speranza?


dedicato ai miei cani che non dimenticherò mai e al mio gatto.


STRANE STORIE




“Bella la vita!”
Con questa frase, ripetuta ogni mattino, Bill si alzava da letto ed iniziava il suo lavoro. Era molto fortunato: il lavoro che gli era stato affidato veniva svolto al suo domicilio.
Inoltre, la famiglia che lo ospitava, si era rivelata molto dolce con lui: soprattutto la piccola Katia...quante volte si era lasciato andare alle sue dolci carezze e quante volte aveva sognato un dolce avvenire !
Pensare che quando era apparso in quella famiglia, si era comportato con timore e vergogna: loro lo avevano accolto a braccia aperte, ma lui in quel momento, non poteva dare in cambio che la sua amicizia.
Che stupido era stato!
Addirittura era stato proprio il padre di Katia a trovargli il lavoro.
Insomma, non avrebbe mai saputo come ringraziarli.
Guardò verso l’orologio della cucina e si rallegrò; era quasi mezzogiorno e tra pochi minuti Elena sarebbe tornata a casa piena di sporte e sacchetti contenenti ogni ben di Dio.
Naturalmente avrebbe preparato chissà quali manicaretti.
Il pensiero del pranzo creò, nello stomaco di Bill, la dolce sensazione che dà l’appetito; purtroppo però era ancora presto, doveva prima finire il suo lavoro.
Uscì dalla porta e si recò in giardino e cominciò ad armeggiare tra fiori, piante ed erba, fino all’arrivo di Elena.
Accompagnò la donna in cucina e si sedette osservando con estrema attenzione i movimenti della padrona di casa; il rumore della porta d’ingresso che si apriva fece girare di scatto la testa a Bill che, immediatamente riconobbe la voce che lo chiamava:
“Bill, sei in casa? Cosa aspetti a venirmi a salutare?”
Era Katia!
Corse all’impazzata incontro alla giovane e bella ragazza e le baciò una mano, poi,
silenzioso la seguì in cucina e cominciò a guardare un po’ Elena e un po’ Katia che si erano messe a chiacchierare sull’andamento della giornata ed altri discorsi del genere, ma una frase di Elena attirò particolarmente la sua attenzione:
“Senti Katia, sono un po’ in ritardo con il pranzo, potresti fare due passi con Bill, che ne dici? Io ne avrò ancora per almeno una mezz’ora.”
“Hum, perché no? Che dici Bill, hai voglia di portarmi a spasso?”
Naturalmente l’idea di fare due passi con quella dolce e tenera creatura riempì di gioia il cuore di Bill che si mise immediatamente al fianco ragazza seguendola passo passo.
Bill era un tipo di poche parole, ma riusciva comunque a trasmettere i suoi sentimenti senza bisogno di “aggiungere chiacchiere alle chiacchiere”.
Lasciò quindi che fosse Katia a parlare per tutti e due...Ormai da tempo lui e la ragazza avevano instaurato un gran bel rapporto, lui sapeva tutto di lei, era il suo confidente di fiducia e questo, gli dava una grande soddisfazione.
Come di consueto si recarono al parco e, al loro ritorno, il pranzo era pronto e Bill,
divorò la sua porzione in men che non si dica.
“Santa pazienza che foga!” esclamò Elena.
“Dovresti mangiare più lentamente, gusteresti meglio i sapori!”
Bill sapeva benissimo che mangiare con calma era una cosa saggia, ma con quelle pietanze così gustose era troppo difficile trattenersi.

***

Il tempo passava inesorabile tra le mura domestiche, e come dicono i grandi romanzieri: “nulla dura per sempre!”.
Da qualche tempo l’atmosfera di quella famiglia si era trasformata.
Katia ed Elena si comportavano normalmente, ma il padrone di casa era diventato da tempo intrattabile: nulla di quello che Bill faceva sembrava andargli a genio, ma quelle si rivelarono soltanto le avvisaglie della tempesta che presto si sarebbe abbattuta sul povero Bill.
Un giorno d’estate, Bill venne invitato (in modo abbastanza brusco a dire il vero) dall’uomo di casa a salire sull’auto per una gita inaspettata.
Comunque, visto che una gita è sempre una gita, salì con la consueta tranquillità posizionandosi sul suo “solito” sedile.
La vettura si avviò verso la periferia della città, imboccò l’autostrada e dopo parecchi kilometri, si fermò ad una stazione di servizio.
“Mentre io faccio il pieno, sgranchisciti le gambe e cambia “l’acqua ai lupini!”
Bill non se lo lasciò ripetere e corse verso la toilette.
Fu proprio in quel momento che avvenne il fattaccio: la sua auto, si era avviata e raggiungeva la corsia di rientro a gran velocità.
Bill provò a rincorrere la vettura ululando e gridando con forza la sua disperazione.
Dimenticavo di dirvi che Bill era un bel cagnone peloso di circa 30 kilogrammi e che, almeno fino a quel momento aveva svolto il suo lavoro di guardiano di casa con diligenza e carattere.
Mai avrebbe permesso ad estranei di entrare in casa senza permesso.
Si domandò cosa poteva aver fatto di male ed analizzò la sua onorata carriera senza trovare grosse pecche, ma recriminare era ora illogico; in fondo forse, l’uomo si era solo dimenticato temporaneamente di lui, sarebbe tornato presto indietro, si sarebbe scusato con lui e tutto sarebbe tornato come prima.
Per questo il nostro amico a quattro zampe decise di aspettare un po’ di tempo all’interno dell’area della stazione di servizio.
Pazientemente, Bill aspettò alcuni giorni poi, decise che ormai era il caso di rimettersi in marcia e tentare il rientro a casa: in fondo tante volte aveva sentito alla televisione di esseri della sua razza, fare anche migliaia di kilometri.
Purtroppo però non fece in tempo a percorrere che poche centinaia di metri.
Sentì una frenata, un grande dolore poi il nulla.
Quando si svegliò, una ragazza dagli occhi di cielo lo guardò sorridente e gli parlò con voce rassicurante; nonostante il dolore Bill le lambì la mano.
“Tranquillo, tra poco starai bene: il veterinario mi ha detto che tra qualche giorno sarai in grado di correre e saltare nuovamente.
Sei fortunato sai, hai rischiato brutto: se non mi fossi fermata, a quest’ora non saresti qui !
Non sei il primo che trovo in queste condizioni e quando starai meglio potrai unirti agli altri amici in giardino.”
Come ho saputo della sua storia?
Fu proprio Bill a raccontarmela mentre ero ospite della fata dagli occhi di cielo (come lui ama chiamarla).
Nonostante la sua fortuna, durante il racconto, gli occhi di Bill si erano velati e in più di un’occasione i suoi pensieri erano tornati a Katia e alle sue coccole, alle passeggiate ed ai manicaretti che, giornalmente, uscivano dalla cucina di Elena.
Pensò anche a colui che lo aveva abbandonato così brutalmente, ma senza troppo rancore; anzi sarebbe stato sicuramente capace di perdonarlo.
Chi invece non venne perdonato (il nostro è un vero “racconto a lieto fine), fu proprio il “vecchio” padrone di casa che, venne... “abbandonato” dalla moglie e dalla figlia e denunciato dalle stesse per crudeltà verso gli animali.


©1995 by Daniele Tarlazzi


La vignetta pubblicata qui sotto è opera di Vito Rallo, amico da sempre e grande disegnatore. Vito disegna per Jonathan Steele (mensile pubblicato da Star Comix) e questo è il suo sito:


http://www.vitoralloart.com/







Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...