giovedì 16 febbraio 2017

Diario di un tarlo qualunque: la scienza del singhiozzo

Mi chiedo perchè la scienza non mi abbia mai preso sul serio!
IL SINGHIOZZO QUESTO SCONOSCIUTO: 
Innanzitutto, cari dottori e care dottoresse, adorate infermiere e simpatici infermieri benvenuti a questa riunione scientifica. Parleremo oggi del Singhiozzo. Prima di iniziare occorre specificare quanto segue: 
Esistono vari tipi di singhiozzo. 
1) Il singhiozzo vulgaris: classico singhiozzo da pre pennica post digestiva. 
2) Il Singulto complex: Solitamente si presenta dopo aver mangiato mollica di pane, fette biscottate, pastine del Mulino bianco o cose simili. 
Parliamo ora del terzo pericolosissimo caso: 
3) Singhius vocalis magnum. Ovvero un unico singolo singhiozzo che appare al relatore di una qualsivoglia conferenza e in piena potenza vocale. In questo caso il sintomo si presenta anche con l’aggiunta di un classico rossor di gote (rossicor timidus figuraccea) dovuto solitamente all’ilarità del popolo ascoltatore. 
Ultimo tra i casi noti è il caso del “Singhiuttum Rutellae”. 
Il Singhiuttum Rutellae si manifesta molto spesso nella specie maschile della razza umana. 
Certi uomini, infatti, sono soliti mascherare un rutto plateale mascherandolo in singhiozzo con risultati spesso imbarazzanti per gli uditori e i vicini di poltrona. La medicina in questo caso, valuta con estrema attenzione la tesi presentata da alcuni scienziati che dichiarano che il problema possa essere provocato da una cattiva alimentazione/digestione. Altri scienziati invece propongono la tesi di una malattia virale e infettiva ovvero la “Maleducatio Imperanti”
Poche le cure possibili per la cura di queste patologie (che nei casi più gravi possono divenir croniche). 
Occorre innanzitutto diagnosticare in tempo, quale possa essere la patologia da curare ma analizziamo i singoli casi. 
1) Singhiozzo vulgaris, terapia: Improvvisa e violenta pacca sulle spalle e un urlo in puro stile “film horror”. Questo tipo di cura non sempre funziona. In alcuni casi la reazione del paziente a questo tipo di “terapia d’urto” provoca malumori e nei casi più gravi anche la fine di antiche amicizie. In alternativa a questo tipo di cura potrebbe essere il trattenere il respiro il più a lungo possibile giocando contemporaneamente con un diaframma. Se non avete il diaframma (solitamente tutti ne abbiamo uno) consigliamo di farvelo prestare da vostra moglie o dalla vostra amante. Se risvegliandovi avrete addosso una maschera ad ossigeno allora vorrà dire che avete trattenuto troppo il respiro. Nei casi più gravi il singhiozzo passa in maniera, come dire: definitiva.
2) Il Singulto Complex: Alcune teorie affermano che la terapia più adatta sia quella di bere alcuni litri d’acqua zuccherata in 7 secondi netti. Questo tipo di cura però, è ancora in fase sperimentale e difficilmente supererà gli sbarramenti imposti dal ministero della salute. Altra possibilità è quella di bere un bicchier d’acqua zuccherata a testa in giu. Per farlo occorre portare con le braccia, un bicchiere di acqua zuccherata nelle vicinanze del vostro fondo schiena. Poi chinatevi in avanti, raggiungete il contenitore e bevete 7 sorsi esatti del liquido. Se riuscite a rialzarvi il singhiozzo sarà passato, se invece resterete “bloccati” in quella strana posizione, rivolgetevi ad un ortopedico professionista evitando però di spiegare il perché vi trovate in quella strana posizione.
3) Singhius Vocalis Magnum: Unica terapia possibile… la fuga verso la toilette e un pianto nervoso liberatorio.
In ultimo desideriamo parlarvi dell’unica terapia possibile per questo grave caso: 
4) Singhiuttum Rutellae: Non invitate più a serate di gala questo tipo di paziente… Se proprio non potete evitare la sua presenza, organizzate le vostre serate presso l’Osteria il Puzzone che si dichiara disposta ad offrire sconti se presenterete il tesserino sanitario.
Altre terapie sono allo studio e non mancheremo di darvene notizia e vi ringraziamo per la vostra cortese presenza a codesto simposio.
Dr. Daniele Tarlo Tarlazzi primario di Singhiozzologia presso il suo ambulatorio privato.



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