sabato 19 agosto 2006

IL DIMENTICATO

Il Dimenticato




Potrà forse sembrare banale, ma al sottoscritto è sembrato giusto dedicare questo breve racconto ad un personaggio forse di fantasia, o forse di realtà, al quale dovrebbe andare tutta la nostra riconoscenza, per avere inventato un oggetto tanto utile e, allo stesso tempo, tanto inutilizzato: l’indicatore di direzione. 



C’era una volta, tanto tempo fa, un uomo piccolo, magro, emaciato, al quale probabilmente, nessuno avrebbe mai dato una lira.

L’uomo, per comodità dell’autore, e soprattutto per sua cronica mancanza di idee, non aveva nome, in compenso aveva un mestiere, ed era un mestiere assai strano: l’inventore.

Un bel giorno, il nostro personaggio, ebbe un idea unica e rivoluzionaria.
 

Da qualche tempo, erano in circolazione delle carrozze a motore (oggi chiamate automobili). Notato il disagio che provava ogni cocchiere / automobilista nel dover segnalare una svolta, il nostro “Archimede Pitagorico” pensò di creare un aggeggio che indicasse, senza rischi per l’automobilista, la direzione desiderata.

Occorsero lunghi mesi di studio del problema, molta carta millimetrata venne consumata per la creazione del progetto, alla fine quel brav’uomo venne premiato: il primo indicatore di direzione per autovetture era stato inventato.

Si trattava di uno strano “ordigno” a palette, che tramite un rapido movimento della mano, e ad un intelaiatura snodabile, indicava o poteva indicare, l’intenzione del pilota di svoltare a destra o a sinistra.

Il marchingegno, venne adottato dai costruttori di autovetture, con sospetto e diffidenza.

Diffidenza che si trasformò prestissimo in grossa antipatia verso quell’oggetto, che aveva causato un calo notevole di sinistri, con conseguente calo di vendite di nuove autovetture, causa a sua volta, di una fortissima diminuzione di guadagni.

La legge però, obbligò ben presto i costruttori ad equipaggiare le “auto carrozze” con questo utile oggetto.

Gli anni passavano, e il progresso avanzava veloce.

Arrivò l’elettricità, il telefono, il cinema e l’elettronica, grazie alla quale il simpatico marchingegno a palette si trasformò presto da “brutto anatroccolo” ad elegante... “cigno indicatore”.

Le palette vennero sostituite da lampadine che dopo qualche tempo, grazie ad un interruttore ad intermittenza, iniziarono a lampeggiare.

Un po’ alla volta vennero aggiunte, modificate e cambiate tante cose, che il nostro inventore, quasi non riconosceva più la propria creazione.

Da allora, il progresso e la scienza fecero passi da gigante dimenticandosi del nostro uomo e del bene che fece alla civiltà.

L’inventore morì nell’indifferenza generale qualche tempo dopo.


Come ho già spiegato, il racconto e la storia di questo inventore, sono solo fantasia, ma pensiamo al ruolo attuale dell’indicatore di direzione: è sempre più piccolo, sempre “meglio” nascosto, e soprattutto, sempre meno usato.

La mia paura è che in un futuro molto più vicino di quanto non si pensi, un costruttore di autovetture possa dire:

“Pensi, questa vettura è frutto della tecnologia più avanzata: legge, scrive, pensa, prepara il caffè, guida da sola, non consuma carburante, non inquina, è veloce e quando è il caso, emette insulti amplificati e mostra “le corna” contro coloro che ostacoleranno il vostro passaggio....inoltre pensi, che, compreso nel prezzo, le aggiungeremo questo costosissimo “optional”: l’indicatore di direzione.”

Ebbene si: credo che se un giorno questo accadrà non mi stupirò più di tanto ma quel giorno penserò al nostro inventore con enorme tristezza e con profonda commozione e la mia mente volerà verso quell’uomo che tanto fece per la collettività e che, da molti (forse troppi) automobilisti, è stato dimenticato.





©2003-2006 by Daniele "tarlo" Tarlazzi


6 commenti:

  1. monicamarghetti21 agosto 2006 00:36

    Ma Tarlo sarà l'acqua delle terme..che ho dentro al cervello..ma stai parlando degli indicatori dell'auto? insomma parli delle freccie??...un kissino ora vado a fare le nanne:)))

    monica

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  2. @Monica: esatto parlo delle "freccie" quelle piccole luci che si accendono e si spengono informando chi segue, dove potrebbe svoltare l'auto che precede... :-)

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  3. tittitattatuttu21 agosto 2006 10:42

    caspita ! .. mi ricorda tanto la storia del air-bag ... stessa fine dell'inventore delle frecce ...

    anche lui morto in disgrazia ! ... mah ! ... chissà perchè gli inventori di cose buione muoiono in silenzio ... mentr gli inventori della beghelli per aver inventato un coso di gomma .... muoino in gloria ! ....

    ci sarà una divina provvidenza ???

    (oggi esagero con la filosofia ! ...mah!)

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  4. @Tittitattatuttu: Nelle azzurre praterie di Manito tutti utilizzano le frecce :-)

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  5. monicamarghetti21 agosto 2006 11:55

    allora non ho del tutto annaffiato il mio cervellino:))

    buona giornata e un decacaffeinato in arrivooooo:)

    kiss

    monica

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  6. @Monica: Forse meglio addirittura un caffè d'orzo ;-)

    ...Visto il ritorno di..."Poppa"?

    Tarlo

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