venerdì 12 giugno 2015

Canzone troppo politicamente corretta

Strani giorni, in cui, al sottoscritto, sudano anche le poche sinapsi del cervello e il sudore amplifica il disagio. Unico sollievo? Perdere tempo, magari con cose inutili. 
Così, digitando tasti a caso sulla tastiera, nasce una poesia o forse una canzone.
Un testo forse di denuncia o forse solo un incidente mentale.
Mia moglie, dopo averlo letto, dice: "E' politicamente troppo corretto". 
Se qualcuno ha voglia di musicarlo, recitarlo, cantarlo, faccia pure. Tanto qui è troppo caldo e quasi non mi accorgo di nulla...

Canzone troppo politicamente corretta 

Ah il popolo Italiano,
così mite, così umano.
Anche se, ma sarà un caso
Da un po’ gli salta la mosca al naso

E allora il popolo s’incazza e dice Basta
Se gli aumenta il costo della pasta.
Dice basta al Mussulmano
Basta al cazzo dentro all’ano
Basta al politico corrotto
Ma poi di corsa a giocare al lotto

Ed è così che il popolo geniale
Rifiuta l’eolico perché ha le pale
Non getta il rifiuto nel cassonetto
Perché risulta poco netto.

E allora il popolo s’incazza e dice Basta!
E si lorda di sugo della pasta.
Dice basta al Nucleare 
E poi spreca a tutto andare.

E poi che cosa abbiamo d’Italiano
Se tutta l’’arte poi svendiamo
A pochi Euro già si sa,
Anche la madre  si venderà.
Poi  in coro ci incazziamo
Perché di ladri già ne abbiamo
Che ci rubano  pane e pasta
E noi, li a dire basta!
E ancora Basta grideremo
Se un ritardo farà il treno
Se il paese sarà a mezz’asta
Per tutta colpa della Casta.

E allora su facebook  condividiamo
La nostra ira a tutto spiano
Se ci ciulano il conto in banca
Che importa: mostriamo chiappe a destra e a manca
E se eretta sarà l’asta
Non diremo certo Basta
Si sa, al sesso non c’è rinuncia
Anche se qualcuno ci denuncia.

(di Daniele "tarlo" Tarlazzi)

martedì 7 aprile 2015

sogni

Avevo un sogno: aprire una casa editrice e magari dare spazio ad autori che un tempo mi hanno fatto sognare. 
Nei miei sogni c'era la voglia di ripubblicare in Italia Leslie Charteris (autore di Simon Templar detto Il Santo) e magari rieditare tutta la saga dell'87° distretto di Ed McBain e perché no, anche tutta la saga del castello di Blandings di Wodehouse in maniera cronologica, così come aveva fatto Polillo Editore​ con i Jeeves.
Poi, in seguito, magari pubblicare una collana di volumi a fumetti (campo che conosco sicuramente meglio di quello narrativo). Il tutto, nel sogno, avvalendomi della professionalità di editor e di grafici di buon livello. 
Purtroppo questo è un sogno destinato a restare tale. Non solo è inutile pubblicare qualcosa in Italia (pochi, troppo pochi leggono), ma è anche assai difficile districarsi nella marea di regole, imposizioni, tassazioni che ti strangolano ancor prima di aver iniziato l'attività. Correre il rischio di fallire ancor prima di iniziare è ormai la cosa più facile del mondo e io, probabilmente, non ho le spalle così larghe da poterlo fare. Ma ancora non voglio rinunciare, aspetterò: continuerò a studiare l'evolversi della situazione, continuerò a cercare di capire come muovermi e se il sogno dovesse restare tale, me ne farò una ragione e continuerò a recuperare vecchi volumi e a metterli in ordine cullandoli come figli, perché a tutto puoi rinunciare, ma non alla passione.

martedì 31 marzo 2015

Memoria

Le date: non ricordo mai le date. 
Nemmeno a scuola, quando era necessario sapere quelle quattro date in croce. Niente: non riesco a memorizzarle, tanto da dimenticare anche il giorno di Natale o quello di Pasqua o le date importanti della mia vita.
Le date e le poesie ecco: anche le poesie sono  così difficili da ricordare. Le date, le poesie e i numeri di telefono (e pensare che un tempo bastava dirmi un numero per ricordarlo a distanza di anni ora invece...). Le date, le poesie, i numeri di telefono e le targhe: nemmeno le targhe ricordo.
Le date, le poesie, i numeri di telefono, le targhe e... che stavo dicendo?





lunedì 30 marzo 2015

I dilemmi del bugiardino

Il "bugiardino" di un medicinale informa che in ogni flacone sono contenuti SETTE MILIARDI (dico e sottolineo sette miliardi) di fermenti lattici vivi. A parte il fatto di sapere che nel mio corpo potrebbero vagare sette miliardi di microscopici affari vivi, mi fa un poco di impressione (che quasi mi propongo al canale tv DMax per la trasmissione "i miei batteri"), ma la domanda base è chi cacchio riesce a contare questi fermenti che, essendo vivi, si muoveranno... Perdere il conto è facile in mezzo a tutto quel casino:
"Chissà se l'ho già  contato quel fermento li".
L'altra domanda è: quanto pagheranno un "contatore di fermenti"? A ore? A giornata? A forfait?... Io nel dubbio temo non riuscirò a dormire sereno questa mattina.


Per l'immagine: © Aventi diritto

venerdì 27 marzo 2015

Gli intrecci dell'arte

L'arte e la vita sono fatti di intrecci: a volte si vive in un romanzo, altre in un giallo o ancora in una fiaba o in racconti rosa. 
Ogni giorno è differente, mai uguale. 
Prendiamo la musica ad esempio: è chiaro che ognuno di noi ha una propria colonna sonora, fatta di sinfonie, di brani rock, pop, punk o rivoluzionari come il rap. 
Siamo fatti d'arte, siamo fatti di storie e di avventure. 
Sono curioso di sapere come vi sentite, ditelo con un brano, con il titolo di un film o un romanzo o semplicemente con una canzone. 
Io, oggi, mi sento così:



giovedì 5 marzo 2015

L'erotismo sofisticato di un'assaggiatrice

L'erotismo è dentro ogni cosa: nell'aria così densa di odori che respiriamo, nella vista che, spesso, va al di là delle cose che crediamo di vedere, nei sapori del cibo che quotidianamente assaporiamo. L'erotismo è dentro ogni cosa: nella poesia, nella musica e nei racconti. Forse è proprio questo lo spunto che "l'assaggiatrice" di Giuseppina Torregrossa​ ci fa comprendere: l'erotismo è dentro di noi e siamo solo noi a farlo funzionare tramite le nostre azioni o i nostri gesti. Nulla è più sexy di un cibo sapientemente preparato, accuratamente descritto, speziato con passione e amore. Ed è così che il "mix" tra racconto, poesia, immagini, luoghi, odori e sapori, rende erotico questo romanzo. Non gli atti compiuti, ma tutto ciò che lo circonda... Altro che cinquanta sfumature!


mercoledì 7 gennaio 2015

Charlie Hebdo; 07 Gennaio 2015

Il fondamentalismo e l'estremismo di ogni religione, ha solo portato lutto, dolore e odio. Spesso la religione (qualunque essa sia) diviene un pretesto per sfogare il proprio odio e la rabbia repressa e lo dimostra l'attacco odierno al giornale satirico francese Charlie Hebdo. Chi crede davvero sa, che le religioni (tutte), professano amore e rispetto e non odio e rabbia. Chi pensa di oscurare il pensiero con bombe o pallottole ha sempre torto. Il mondo non è in bianco e nero, ma ha mille colori. Poi ascolto una trasmissione radiofonica e scopro che anche nel Buddismo (e non lo sapevo) esistono fondamentalisti ed inizio seriamente a preoccuparmi. Ne sono certo: stiamo andando incontro ad un nuovo medioevo...La satira non ha padroni, l'umorismo non ha religione e una risata non può essere di destra, centro o sinistra. Un giorno Guareschi scrisse: "non muoio neanche se mi ammazzano" oggi quello scritto diverrà un mio personalissimo comandamento


Diario di viaggio "il romanzo"

Diario di viaggio: capitolo 1 Giorno prima della partenza. Avere avuto una moglie di un certo tipo, avrebbe dovuto condizionare la vi...